Rendering maglia 50 del Tondo di Carbonara di Bari da Masseria Alberotanza – fonte Rapporto ambientale per la verifica preliminare VAS del Piano particolareggiato maglie 50 e 51 del Tondo di Carbonara
Al di là degli aspetti di merito e tecnici quel che emerge nella questione del piano particolareggiato di alcune maglie urbanistiche del cosiddetto Tondo di Carbonara di Bari è il tempo trascorso dalla proposta del consorzio edilizio “Bari di Levante” fino ad oggi. Diciotto anni senza che il procedimento amministrativo urbanistico si sia concluso. In quel lembo strategico di territorio barese, circa 20 ettari, il piano regolatore del 1976 ancora in vigore, prevedeva la realizzazione di insediamenti per terziario avanzato e residenze per un milione di metri cubi. Negli anni ’80, lì si voleva trasferire la sede della Regione e di altre istituzioni. La proposta del consorzio prevedeva la realizzazione di oltre 957mila metri cubi, quasi a saturazione delle previsioni di PRG. Nel corso del tempo l’amministrazione comunale ha interloquito con il consorzio sempre ma evitando il dibattito pubblico e le procedure partecipative come la valutazione ambientale strategica sul piano particolareggiato. Nel 2012, dopo le modifiche apportate alla proposta, compresa la riduzione di cubature del 6,5%, il piano particolareggiato viene adottato dalla Giunta comunale. Dopo l’entrata in vigore del piano paesaggistico regionale nel 2015, sono state necessarie ulteriori verifiche di compatibilità della proposta.

Nel 2023 il Piano è pronto per l’adozione ma il Comune non procede ed il consorzio nel 2025 ricorre al Tar ipotizzando un danno di oltre 56,5 milioni di euro. La nuova amministrazione insediatasi nel 2024 incontra più volte il Consorzio e gli fa sapere che il Piano è adottabile solo a patto della riduzione delle superfici impegnate e della volumetria, in coerenza con le linee di indirizzo del nuovo PUG. E così il Consorzio presenta una nuova proposta di piano particolareggiato dimezzando cubature e superfici. Ma se quelle maglie di PRG del Consorzio sono esterne al Tondo, ci sono maglie interne ad esso che hanno piani particolareggiati già approvati ma non ancora convenzionati. Che fa il Comune con quelle imprese, dà anche a loro l’aut aut? Situazioni urbanistiche stratificatesi nel tempo non possono essere trattate in modo analogo ma allo stesso tempo non possono prescindere da regole generali che l’amministrazione ha il dovere di approntare. Gli atti di indirizzo valgono ma fino ad un certo punto. Sono orientamenti, volontà che devono tradursi nel piano urbanistico generale per consentire di avere imparzialità e visione complessiva e strategica di sviluppo. Ed è ciò che ancora appare mancare a Bari nella rincorsa a cercare di correggere situazioni pregresse. Ma soprattutto senza che si avvii un vero dibattito pubblico e politico sulle visioni di città. Un PUG era già pronto per essere discusso ma è stato accantonato anche da questa nuova amministrazione forse perché le scelte sul Tondo di Carbonara erano altre. Ma questo non è stato mai detto chiaramente.

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