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Eliminiamo i lupi, ma non serve più di tanto

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Avviso per l’abbattimento con premi di lupi emanato dal Prefetto di Capitanata nel 1868

I ricercatori affermano che «la rimozione dei lupi per proteggere gli animali domestici, come praticata di recente nei cinque studi che abbiamo esaminato (ad esempio, agenti governativi che arrivano sul posto molto tempo dopo la perdita degli animali domestici, spesso rimuovendo i lupi lontano dai luoghi di origine), sembra inadeguata agli effetti desiderati. Inoltre, il rischio di effetti indesiderati e di ripercussioni sulle mandrie vicine o negli anni successivi solleva dubbi sulla rimozione dei lupi. La semplice osservanza del principio di precauzione dovrebbe mettere in guardia contro un simile intervento, come affermato dalle recenti sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea sui lupi (Trouwborst, 2026 ). Alla luce di tali sentenze, secondo cui gli Stati membri dell’UE dovranno utilizzare le migliori conoscenze scientifiche e le precauzioni necessarie per mantenere i lupi in uno “stato di conservazione favorevole”, suggeriamo che la raccolta dati governativa sull’uccisione dei lupi necessiti di un miglioramento».

Infine, e questo ben si attaglia a quanto è recentemente accaduto con le aggressioni di lupi e canidi in genere a persone soprattutto in Puglia, i ricercatori concludono che «considerato che in questa questione si rischia la perdita di vite umane, di animali selvatici e di proprietà, e che sono in gioco valori socio-economici e di conservazione, non si tratta di contrapporre l’eliminazione della fauna selvatica al benessere, ai diritti, ai valori o a considerazioni morali degli animali. Si tratta piuttosto di un dibattito scientifico sulla razionalità e l’efficacia dell’impiego di interventi letali rispetto a quelli non letali. Indipendentemente dalle prove scientifiche, in alcune giurisdizioni potrebbero prevalere le preferenze umane o i giudizi di valore. Se questo e altri esiti indesiderabili, di cui abbiamo discusso in precedenza, dovessero emergere nelle politiche pubbliche, esortiamo i responsabili politici coinvolti a separare in modo trasparente i valori dalle prove. Ciò potrebbe essere fatto nel modo più semplice se chi prende la decisione finale dichiarasse: “Nonostante le prove che dimostrano che l’eliminazione dei lupi non protegge generalmente l’area di caccia, procederemo comunque all’eliminazione dei lupi perché diamo valore a X».

Ora c’è da capire e decidere quali possono essere le azioni alternative all’abbattimento di lupi in circostanze, come quella italiana, in cui la specie è in forte espansione con diverse migliaia di individui circolanti nella nostra penisola. Il confronto scientifico dovrebbe focalizzarsi su questo aspetto anziché dividersi in tifoserie pro o contro gli abbattimenti. Ma non si ascolta nulla di questo nel dibattito pubblico sull’argomento.

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