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Scorcio di Costa Ripagnola (foto Fabio Modesti)

Il MIBACT propone di impugnare la legge che istituisce il Parco Regionale davanti al Giudice delle Leggi perché viola il Piano Paesaggistico regionale. La Regione Puglia non assume impegni concreti per modificare la pessima legge.

C’erano pochi dubbi che potesse accadere ed è accaduto. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo (MIBACT), guidato da Dario Franceschini, ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe decidere entro il 20 novembre prossimo, l’impugnazione della legge regionale n. 30/2020 istitutiva del parco naturale regionale di Costa Ripagnola. Lo mette nero su bianco in una serie di note scambiate con il Dipartimento Mobilità, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia e con la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’ultima in ordine di tempo, datata 10 novembre ed inviata a quest’ultima, dice che le assicurazioni fornite dalla Regione con una nota inviata il giorno precedente in ordine alla volontà di porre rimedio alle illegittimità in materia di tutela del paesaggio riscontrate nella legge, non bastano. Il MIBACT ha «censurato alcune norme regionali, laddove disciplinano gli interventi consentiti all’interno dei parchi in modo difforme e peggiorativo rispetto alla disciplina d’uso contenuta nel PPTR vigente, per contrasto con il principio di prevalenza gerarchica del piano paesaggistico, sancito dall’articolo 145 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, in violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela del paesaggio di cui all’articolo 117, secondo comma, lett. s) della Costituzione».

Licheni sulle rocce a Costa RIpagnola (foto Fabio Modesti)

Il MIBACT non si fida

Nonostante il Dipartimento regionale diretto da Barbara Valenzano abbia rappresentato che “non si è mai inteso travalicare i limiti né del PPTR né quelli del d.lgs. n. 42/2004 e smi restando, a parere di chi scrive, sempre incontestata la prevalenza tanto della disciplina codicistica quanto di quella del PPTR”, il MIBACT ritiene che la Regione non abbia «fornito elementi di valutazione utili al superamento delle censure». Lo stesso Ministero afferma che «in assenza di chiarimenti in ordine alla portata applicativa delle disposizioni censurate, o di una proposta di modifica delle predette norme, [tale assicurazione] rischia di restare una mera formula di stile priva di rilievo pratico, ove il testo legislativo restasse inalterato e conforme a quello già entrato in vigore». In particolare il Ministero retto da Franceschini rileva l’illegittimità costituzionale di due articoli di legge (8, comma 6. e, per il Parco del Mar Piccolo, 25, comma 5.) che «prevedono un regime di trasformazione del territorio dei parchi meno stringente rispetto a quello stabilito dalla pianificazione paesaggistica sovraordinata […]» e di ulteriori due articoli (9, comma 1., lettere f), g) e h) e, per quanto riguarda il Parco del Mar Piccolo, 26, comma 1., lettere g), h) e i) che «disciplinano gli interventi edilizi consentiti all’interno dei parchi in contrasto con la disciplina d’uso dei beni paesaggisticamente vincolati […]».

Il Ministero dell’Economia chiede modifiche. E quello dell’Ambiente l’impugnazione

Oltre il MIBACT, anche il Ministero dell’Economia ha sollevato una questione di legittimità relativa alla norma che assegna la gestione del parco ad un commissario in attesa dell’accordo tra i Comuni di Polignano a Mare e di Monopoli. Il MEF ritiene che debba comunque essere prevista una copertura finanziaria per il commissariamento. Come il MIBACT, anche il Ministero dell’Ambiente ha chiesto l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale. In definitiva, il MIBACT ed il dicastero guidato da Sergio Costa hanno rilevato le illegittimità costituzionali della legge regionale da noi evidenziate, rilevate anche dal Comitato de “I Gabbiani del Parco di Costa Ripagnola” ed anticipate dalla stessa Barbara Valenzano in una nota inviata il 28 luglio scorso alla Presidenza del Consiglio regionale quale referto tecnico per gli sciagurati emendamenti proposti in Aula. Il pasticciaccio brutto di via Gentile, quindi, starebbe per trovare la giusta conclusione dinanzi alla Corte Costituzionale con una pessima figura di tutto il Consiglio regionale (la legge fu approvata con un solo voto contrario ed un astenuto). Il condizionale è d’obbligo perché l’ultima parola spetta al Consiglio dei Ministri ed al Ministro per i rapporti con le Regioni, Francesco Boccia.

Fabio Modesti

Una delle tante cavità carsiche di Costa Ripagnola con splendide piante di cappero (foto Fabio Modesti)

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