In copertina, immagine generata con IA Canva (Trulli di Alberobello e Grande Muraglia cinese) ©Fabio Modesti
di Fabio Modesti
Gli Stati Uniti stanno approfondendo il ruolo della Cina nel mercato delle terre rare e dei metalli critici, gli elementi alla base della produzione di energia da fonti rinnovabili. La Cina ne detiene il monopolio mondiale nella produzione e nella raffinazione. La Commissione speciale della Camera dei Rappresentanti sulla concorrenza strategica con il Partito Comunista cinese ha pubblicato una dettagliata inchiesta intitolata “China’s Minerals Mafia: A Global Pattern of Corruption, Environmental Destruction, and Human Rights Abuse”. L’accusa è che le imprese statali e collegate alla Repubblica Popolare Cinese gestiscano un sistema globale finalizzato al monopolio dei cosiddetti minerali critici, ricorrendo sistematicamente alla corruzione, a pratiche estrattive predatorie e a violazioni dei diritti umani. La notizia d’oltre oceano, rivelata su RivistaEnergia.it, ci riguarda perché la Puglia è capofila in Italia nell’installazione di impianti energetici da fonti rinnovabili ed è destinataria di ulteriori richieste di allacciamento alla rete Terna 12 volte superiore rispetto agli obiettivi di produzione da rinnovabili assegnati alla regione. In sostanza il Green Deal dell’UE si dimostra un cavallo di Troia per favorire l’economia comunista-capitalistica cinese, basata su canoni e pratiche inaccettabili nella stessa Europa. Ma la Cina ha dalla sua parte una lunga storia di capacità persuasiva e di adattabilità. Ne sono testimonianza i recenti viaggi di scienziati italiani nelle università cinesi che rimangono estasiati, è il caso del fisico Carlo Rovelli, da come la gente «vede il futuro con ottimismo, vive tranquilla. Indaffarata. Nessuno pensa a conflitti possibili». Ne potrebbe essere testimonianza l’eventuale estradizione, richiesta dalla Cina, di un imprenditore cinese che avrebbe commesso lì un reato che in Italia non esiste. Deciderà il Tribunale di Bari sotto l’attenta osservazione, durante le udienze, di un delegato di Pechino. Ne è ulteriore testimonianza l’apertura del Bari International College nella Chengdu Normal University con corsi di laurea triennali in matematica, fisica e chimica erogati dall’Università di Bari. La stessa Università che ha rotto i rapporti di collaborazione con quelle israeliane a causa di quanto accaduto a Gaza ma mantiene ed amplia le collaborazioni con la Cina in cui i pannelli fotovoltaici che arrivano in Europa sono prodotti nei campi di detenzione in schiavitù degli Uiguri e che, per estrarre rame in Zambia, ha annientato con i metalli pesanti l’ecosistema del fiume Kafue, la principale risorsa idrica di quel Paese.

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