400 milioni di Euro dalla Banca Europea degli Investimenti per la conservazione della natura

12,5 milioni di Euro di nuovo sostegno all’Irlanda per aumentare la copertura forestale, 15 milioni di Euro per sostenere la biodiversità e l’adattamento climatico in Croazia. Un finanziamento di 125 milioni di Euro per attività di protezione del patrimonio naturale per supportare investimenti economici di circa di 400 milioni di Euro fino al 2021.

 

 

Nuovi e cruciali investimenti per rafforzare le infrastrutture verdi, tutelare la biodiversità ed adeguare le infrastrutture ecologiche ai cambiamenti climatici sono stati sbloccati dal Programma della Banca Europea degli Investimenti (BEI) “Natural Capital Financial Facility” (NCFF), un’iniziativa da 400 milioni di Euro volta a proteggere meglio il patrimonio naturale dell’Europa. Lo schema BEI prevede di espandere la cooperazione con i partner in tutta Europa per potenziare gli investimenti che supportano meglio la conservazione della natura e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Lanciato 3 anni fa dalla Banca Europea per gli Investimenti e dalla Commissione Europea, lo strumento finanziario “Natural Capital Financial Facility” ha sostenuto nuovi investimenti da parte di imprese sul patrimonio naturale e sostiene gli schemi di trasformazione in tutta Europa.

 

Riaffermato l’impegno politico europeo per rafforzare gli investimenti per la conservazione della natura

I dettagli delle nuove iniziative sostenute dalla BEI nel campo della conservazione della natura e le opportunità per ulteriori finanziamenti sono stati illustrati a Bruxelles in precedenza a rappresentanti di organizzazioni che si occupano di investimenti nella natura, nonché di parti interessate ambientali, agricole e politiche. «La natura è essenziale per la vita quotidiana e per l’attività economica. Le due nuove operazioni dimostrano come i nuovi investimenti cruciali nella conservazione della natura in tutta Europa possano essere sbloccati da uno strumento finanziario ben progettato che integra il finanziamento dell’UE in materia. La notevole gamma di progetti mostra ai futuri partner come l’impegno congiunto della Commissione Europea e della BEI attraverso il Natural Capital Financial Facility possa contribuire a proteggere meglio la natura e migliorare le opportunità economiche», ha affermato Karmenu Vella, Commissario europeo per l’Ambiente, gli Affari Marittimi e la Pesca.

 

Finanziamento unico disponibile per sostenere gli investimenti basati sulla natura in tutta Europa

Aziende, autorità pubbliche e partner finanziari locali possono beneficiare di nuovi finanziamenti dedicati a sostegno degli investimenti basati sulla natura.

I primi tre progetti a ricevere investimenti dal NCFF supporteranno attività in circa 12 paesi. La BEI sta ora cercando di continuare il lancio dello strumento per sostenere nuovi progetti che coprano un’ampia gamma di investimenti incentrati sulla natura. La BEI sta cercando di espandere l’impatto dell’iniziativa sostenendo nuovi progetti che coprano un’ampia gamma di investimenti mirati alla natura.

«Incoraggiare gli investitori a realizzare progetti per la conservazione della natura è fondamentale per la biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici in tutta Europa. Il Natural Capital Financing Facility sta dimostrando i diversi benefici degli investimenti commerciali a favore della natura e aiuta le iniziative di trasformazione in Paesi come Romania, Irlanda e Croazia. La BEI si impegna a sostenere i finanziamenti per la conservazione e attende con impazienza di collaborare con nuovi partner nei prossimi anni. Chiediamo alle aziende, agli enti pubblici e alle parti interessate di prendere in considerazione gli investimenti incentrati sulla natura ed entrare in contatto con il supporto finanziario e le competenze tecniche della Banca», ha affermato Jonathan Taylor, vicepresidente della BEI, responsabile per l’azione per il clima e l’ambiente.

Scorcio di foresta irlandese con fioritura di giacinti o English bluebells

Primo progetto per incoraggiare la copertura continua forestale in Irlanda

I nuovi investimenti nella silvicoltura sostenibile in tutta l’Irlanda saranno sostenuti dall’ultima operazione nell’ambito del NCFF. Le foreste commerciali irlandesi sono tra le più produttive al mondo e il nuovo schema consentirà agli investitori istituzionali globali di sostenere un modello forestale più sostenibile.

«La BEI è lieta di collaborare con SLM Silva Fund per migliorare le pratiche sostenibili nelle foreste irlandesi. Il nuovo investimento di 12,5 milioni di Euro si basa sul recente sostegno della BEI per la silvicoltura e l’agricoltura nel Paese e dimostrerà come le migliori pratiche nell’industria forestale irlandese, a livello mondiale, possano tenere maggiormente conto della necessità di salvaguardare la biodiversità, i terreni e i paesaggi ed aiutare a resistere le minacce associate ai cambiamenti climatici», ha dichiarato Andrew McDowell, vicepresidente della BEI, responsabile per l’Irlanda.

Il fondo SLM Silva lavorerà con schemi forestali commerciali in tutta l’Irlanda per incoraggiare la copertura continua forestale. Ciò fornisce un’alternativa al modello di gestione forestale predominante che lascia le colline nude e si concentra su una gamma ristretta di specie arboree, riducendo il valore dell’habitat e la salute dell’ecosistema. La copertura forestale continua consente, inoltre, foreste produttive più resistenti ai parassiti ed alle malattie, oltre ad evitare gli impatti negativi delle pratiche convenzionali sul suolo e sulle risorse idriche.

«L’agricoltura e la silvicoltura svolgono un ruolo chiave nella conservazione della natura ed il settore agroalimentare è parte essenziale ed integrante di qualsiasi soluzione per la tutela del patrimonio naturale con le aree rurali e la società nel suo complesso. Questo nuovo investimento in silvicoltura in Irlanda, con la partecipazione del programma LIFE dell’UE e della BEI, mostra come gli obiettivi di conservazione possano essere combinati con l’attività commerciale», ha affermato Phil Hogan, Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale.

 

Collaborazione di successo con le autorità nazionali croate per proteggere le risorse naturali e migliorare la crescita verde

Una nuova cooperazione di 15 milioni di Euro con la Banca Croata per la Ricostruzione e lo Sviluppo (HBOR) nell’ambito del NCFF, sta sostenendo nuovi investimenti che miglioreranno la conservazione della biodiversità esistente, miglioreranno le infrastrutture verdi e rafforzeranno la resilienza ai cambiamenti climatici. È attualmente in fase di sviluppo un programma di assistenza tecnica dedicato che garantirà che l’HBOR possa identificare meglio i progetti per il patrimonio naturale con il migliore impatto ambientale e predisporre programmi da parte delle imprese locali e degli enti pubblici.

HBOR è il primo intermediario a beneficiare dei finanziamenti e dei preparativi tecnici sostenuti dal Fondo per il finanziamento del patrimonio naturale. Ciò riflette la ricca biodiversità della Croazia e il ruolo cruciale della conservazione della natura in uno dei luoghi più ricchi di diversità delle piante in tutta Europa. Il 34% delle aree naturali del Paese è protetto da Natura 2000.

Le società croate che si aspettano di beneficiare di nuovi finanziamenti includono le imprese impegnate in agricoltura sostenibile, operazioni di silvicoltura commerciale e turismo.

Le Regioni decidono sulla sorte di lupi ed orsi

La Conferenza Stato-Regioni ottiene dal Ministro dell’Ambiente la possibilità di stabilire deroghe per l’abbattimento delle due specie protette. Dovranno chiedere soltanto un parere non vincolante all’ISPRA e semplicemente comunicare la decisione al Ministero. Questa volta non risulta pervenuta la posizione della Puglia.

 

E così, la sorte del lupo in Italia appare ancora una volta in pericolo, assieme a quella dell’orso. È del 10 maggio scorso il parere della Conferenza Stato-Regioni sullo schema di d.P.R. recante ulteriori modifiche all’art. 12 del d.P.R. n. 357/1997 di attuazione della direttiva 92/43/CEE , “Direttiva Habitat”. Un parere obbligatorio per legge (articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281) ma che non implica vincoli di adesione al Governo proponente. Tanto più che si riferisce ad una norma di recepimento della disciplina comunitaria.

Invece, questo passaggio istituzionale, tutto sommato gestibile in riferimento alle esigenze di tutela di due specie protette a livello comunitario, si è rivelato potenzialmente pericolosissimo per lupi ed orsi poiché le Regioni hanno chiesto, ed ottenuto dal Ministero dell’Ambiente, l’introduzione di un articolo 01, prima dell’articolo 1, rubricato “Modifiche all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357”, il cui comma 2bis prevede che “Le Regioni e le Province Autonome, sentito l’Istituto Superiore per Ia ricerca ambientale, provvedono direttamente ai sensi dei commi  1. e 2., limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, e comunicano al Ministero dell’Ambiente e dRisultati immagini per orso brunoella Tutela del Territorio e del Mare, senza ritardo e comunque non oltre quindici giorni, le deroghe concesse in base ai commi precedenti.” Le Regioni divengono, quindi, uniche attrici nella concessione di deroghe alla protezione delle due specie, obbligate ad una semplice comunicazione al Ministero e ad un semplice “ascolto” dell’ISPRA.

Questo accadeva nel nostro Paese ma, cinque giorni dopo, il Commissario all’Ambiente dell’U.E., Karmenu Vella, al Parlamento Europeo riunito in sede di conferenza interparlamentare sul destino della zootecnia, ha chiaramente detto che per il “controllo letale” dei lupi la Commissione non fornisce, almeno per ora, alcuna speranza di deroga.

Che cosa abbia spinto il Ministero dell’Ambiente a cedere alle richieste delle Regioni è abbastanza facile immaginarlo. La bozza di Piano di Azione nazionale sul Lupo, che non riesce ad ottenere il parere in Conferenza Stato-Regioni, non contiene quello che molte Regioni chiedono, cioè la possibilità di abbattimento di una quota di popolazione al di là del ricorrere o meno delle condizioni tecnico-scientifiche poste invece dal testo proposto dal gruppo di lavoro guidato da Luigi Boitani. Infatti, la Conferenza, a dicembre dello scorso anno, ha deciso di rinviare la discussione del punto a dopo le elezioni del marzo scorso. Sulla questione molte altre Regioni (compresa la Puglia) avevano fatto muro contro le richieste di abbattimenti, compresi quelli individuati nella bozza ministeriale e, ad oggi, non se ne è ancora discusso. Così, è maturata la possibilità che si potesse utilizzare lo schema di d.P.R. di modifica di una parte della norma di recepimento della Direttiva Habitat come cavallo di Troia. Questa volta, la Puglia non si sa che posizione abbia avuto.

 

Vella con i lupi

Participation of Karmenu Vella, Member of the EC, in the stakeholder conference 'Reinventing Plastics

Il Commissario europeo all’Ambiente, alle Politiche del Mare ed alla Pesca, il maltese Karmenu Vella, ha tenuto il 15 maggio scorso un discorso, che pubblichiamo tradotto, alla Conferenza interparlamentare del Parlamento Europeo dal titolo “In difesa della pastorizia: verso un Piano europeo sul lupo“. Le parole di Vella delineano una visione della Commissione europea molto prudente in merito alle richieste degli allevatori, soprattutto ovi-caprini, di adottare misure draconiane per il controllo delle popolazioni di lupi nel Continente europeo. Ed anche sulla possibilità di deroghe per il “controllo letale”, Vella adopera molta cautela. 

 

« Accolgo con favore la conferenza di oggi, che conferma il crescente interesse del Parlamento per le questioni relative alla conservazione e alla gestione del lupo in Europa (e dei grandi carnivori in generale). Il ritorno del lupo in molte parti dell’UE è una testimonianza del successo dei nostri sforzi collettivi per proteggere l’ambiente e preservare il patrimonio naturale comune dell’Europa. Allo stesso tempo, ha introdotto un nuovo fattore che può essere di disturbo per alcuni – incluso il settore dell’allevamento ovino. Ciò è innegabile, ed è per questo che il raggiungimento della coesistenza con i grandi carnivori nell’UE è una priorità strategica della nostra politica sulla natura.

Spesso sento critiche sul fatto che “Bruxelles” non sa nulla dei problemi affrontati dagli allevatori di ovini e caprini e che diamo priorità alla protezione delle specie rispetto all’interesse umano. Che non stiamo ascoltando o che ascoltiamo solo le ONG. Posso assicurarvi che non è questo il caso. La Commissione è molto consapevole della sfida che il ritorno del lupo pone, aggiungendosi alle altre sfide del settore. Molto recentemente il mio collega, il commissario Phil Hogan, era presente in Parlamento per il dibattito sulla recente relazione sulla situazione attuale e le prospettive future del settore ovino e caprino nell’UE. Sono consapevole che la relazione del Parlamento contiene una lunga lista di sfide, dalla concorrenza delle importazioni, dal basso potere contrattuale, dal calo dei consumi, alle difficoltà nel trovare manodopera qualificata.

Questo è il motivo per cui posso comprendere appieno la reazione degli allevatori di pecore quando devono affrontare i rischi di predazione legati al ritorno del lupo.

Ma non possiamo, da qui a Bruxelles, agitare semplicemente una bacchetta magica e risolvere il problema. Né possiamo trovare soluzioni rapide. Ci sono leggi da rispettare – leggi che sono state decise dagli Stati membri e recentemente riconfermate come idonee allo scopo. È anche un dato di fatto che il dibattito sul lupo è tutt’altro che in bianco e nero: c’è un forte sostegno pubblico per il loro ritorno dall’orlo dell’estinzione e per un approccio molto rigoroso alla protezione del lupo.

In questo contesto, la Commissione vede il suo ruolo non solo come custode del Trattato, responsabile della supervisione della corretta applicazione del diritto dell’UE, ma anche di mediazione tra interessi diversi e per aiutare ad individuare soluzioni locali che rispettano le regole e sono accettabili per tutti – anche se forse non sono l’ideale per nessuna delle parti.

In tal modo, ci impegniamo a lavorare in stretta cooperazione con il Parlamento, il Comitato delle Regioni, gli Stati membri e le diverse parti interessate.

Questo non è un compito facile, ma se siamo disposti a lavorare in modo costruttivo insieme, sono convinto che possa essere svolto.

Tornando alla relazione del Parlamento sui settori ovino e caprino nell’UE e alle sfide identificate, l’attuale politica agricola comune offre diversi tipi di sostegno per aiutare gli Stati membri e il settore a risolvere questi problemi. Questi includono pagamenti diretti, sostegno accoppiato volontario, pagamenti per aree con vincoli naturali e altre misure di sviluppo rurale.

Dal punto di vista ambientale, concordo pienamente con quanto affermato nella relazione sull’importante contributo che il settore apporta alla conservazione degli habitat e della biodiversità e concordiamo che l’allevamento estensivo di pecore e capre dovrebbe essere ricompensato per i significativi beni pubblici che forniscono. La futura PAC potrebbe e dovrebbe fare di più in questo senso.

Tornando al lupo, occorre fare di più per ridurre il rischio di predazione per il bestiame. È chiaro che questo problema è particolarmente presente nelle regioni in cui i lupi si stanno riprendendo dopo un’assenza di diversi decenni o più e dove le pratiche tradizionali di gestione e protezione del bestiame sono andate perdute.

Questo può essere fatto reintegrando le pratiche tradizionali e le soluzioni locali, che esistevano da migliaia di anni, adattandole e possibilmente integrandole con soluzioni moderne (ad esempio recinzioni elettriche, deterrenti visivi e acustici) per adattarle alle pratiche di allevamento esistenti.

Riconosco che ciò richiede risorse e tempo, ma si possono trovare soluzioni tecniche con il coinvolgimento attivo degli allevatori. La Commissione continuerà a sostenere tali azioni e l’adozione di misure preventive pertinenti, sia nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale (come in Francia), sia nell’ambito del nostro programma LIFE. Dal 1992, LIFE ha finanziato 85 progetti in 12 Stati membri per migliorare la convivenza con i grandi carnivori, di cui 42 progetti specifici riguardanti il ​​lupo.

L’esperienza con questi progetti dimostra chiaramente che quando le misure di prevenzione sono:

  • ben progettate, in base alle specifiche locali condizioni;
  • ben attuate, con un’adeguata formazione o assistenza tecnica per i beneficiari e la loro collaborazione attiva;
  • ben monitorato e seguite (e adattate quando necessario)

sono efficaci nel proteggere il bestiame e minimizzare i rischi di predazione. Dovrebbero essere considerati una componente integrante dell’allevamento di bestiame sostenibile in aree con grandi carnivori.

L’uso dei cani da guardiania per le greggi finanziato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia

 

Alcuni esempi di migliori pratiche sono stati dimostrati nella recente conferenza finale del progetto LIFE WOLFALPS, (in Italia -Trento,18-20 marzo 2018). A seguito dell’analisi iniziale dei sistemi di pascolo in diverse aree e della loro vulnerabilità alla predazione, è stata condotta una strategia differenziata, con interventi specifici e mirati (piani di alpeggio ad hoc). Il supporto ha incluso non solo la fornitura di adeguati sistemi di protezione (cani da pastore, recinti elettrici, dispositivi acustici), ma anche assistenza tecnica e veterinaria, formazione per gli agricoltori, cibo per i cani, punti di approvvigionamento idrico per bestiame e capanne prefabbricate per pastori. Tra le altre cose, sono stati organizzati scambi di informazioni specifiche tra allevatori di bestiame delle aree recentemente ricolonizzate delle Alpi centrali e quelli delle Alpi occidentali (Piemonte) che ora hanno una maggiore esperienza per il ritorno del lupo.

Naturalmente, in alcune situazioni non sarà possibile prevenire completamente il verificarsi di danni, nonostante l’attuazione delle misure di protezione pertinenti da parte degli allevatori. In questi casi è importante garantire che sia messo in atto un sistema di compensazione efficiente ed equo con pagamenti puntuali ai beneficiari interessati. Ciò è pienamente consentito dalle norme sugli aiuti di Stato in materia di aiuti agricoli (sia nel quadro del regolamento “de minimis” che in base agli attuali orientamenti in materia di aiuti di Stato).

Un altro elemento importante per ridurre i conflitti e migliorare la coesistenza è un investimento appropriato nella comunicazione e nell’informazione, nonché nel dialogo e nel coinvolgimento di tutte le parti interessate. Spesso i conflitti riguardano le diverse parti interessate con punti di vista ed interessi contrastanti sull’uso del territorio. La Commissione può sostenere e già sostiene tali azioni di comunicazione.

Infine, gli Stati membri possono autorizzare il controllo limitato e letale degli esemplari di lupo per prevenire gravi danni al bestiame. Ai sensi della direttiva “Habitat” è possibile concedere una deroga in assenza di altre alternative e fintantoché non comprometta lo stato di conservazione favorevole della specie. Infatti, sia l’esperienza che le prove scientifiche dimostrano che le misure di prevenzione possono essere più efficaci nel ridurre i danni del bestiame rispetto al controllo letale. Pertanto, un uso limitato e mirato del controllo letale può far parte, ma certamente non può sostituire un sistema completo e adeguato di prevenzione e convivenza a cui ho appena fatto riferimento.

In seguito alla valutazione del controllo dell’adeguatezza delle direttive “Habitat” e “Uccelli”, il 27 aprile 2017 è stato adottato un piano d’azione “per la natura, le persone e l’economia” (da attuare fino al 2019).

Risultati immagini per lupi parco nazionale dell'alta murgia
Splendida immagine di un esemplare di lupo catturata da fototrappola nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Diverse misure previste da questo piano d’azione sono rilevanti per la gestione di grandi carnivori.

L’aumento del 10% del bilancio LIFE destinato ai progetti di natura e biodiversità nell’ambito dell’attuale QFP rafforzerà il ruolo di LIFE in questo settore, anche per quanto riguarda i grandi carnivori. Il proposto aumento considerevole del bilancio LIFE come parte del prossimo QFP fornirà ulteriori opportunità.

Inoltre, la Commissione intende aggiornare il suo documento di orientamento sulle norme di protezione delle specie ai sensi della direttiva Habitat. Ciò fornirà chiarimenti sul quadro giuridico esistente, anche in relazione alla flessibilità dell’uso delle deroghe per rimuovere esemplari di specie rigorosamente protette a determinate condizioni. Le autorità degli Stati membri e tutte le parti interessate saranno consultate e coinvolte in questo esercizio.

La Commissione continuerà inoltre ad assistere e riunire le autorità pubbliche e le parti interessate dei diversi Stati membri a livello di Regione biogeografica per affrontare le sfide comuni. Questo può anche essere rilevante per i grandi carnivori, le cui popolazioni sono spesso transfrontaliere.

Inoltre, la Commissione sta organizzando una serie di incontri bilaterali con gli Stati membri per discutere la loro attuazione delle direttive sulla natura. Questi “dialoghi sulla natura” coinvolgono le autorità nazionali e regionali, nonché il settore privato, le ONG e altre parti interessate e identificano le azioni chiave e le soluzioni locali per migliorare l’attuazione sul campo, anche in relazione ai grandi carnivori.

Infine, la Commissione fornirà maggiore sostegno alle piattaforme delle parti interessate per promuovere il dialogo e le buone pratiche volte a ridurre i conflitti associati alla conservazione dei grandi carnivori. All’inizio del 2018 abbiamo avviato un nuovo contratto per continuare a sostenere l’attuale Piattaforma delle parti interessate dell’UE sui grandi carnivori. Inoltre, al fine di attuare un progetto pilota finanziato dal Parlamento europeo, un altro contratto ha anche iniziato a sostenere la creazione di tre nuove piattaforme di stakeholder regionali in Romania, Italia e Spagna.

La Commissione finanzia inoltre l’attuazione del nuovo progetto LIFE denominato EUROLARGECARNIVORES (2017-2022), avviato all’inizio di quest’anno, con l’obiettivo di migliorare la coesistenza con i grandi carnivori in Europa attraverso la comunicazione, la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di conoscenze. Diversi Stati membri e Regioni saranno interessati dalle attività del progetto: Spagna, Francia, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Romania, Croazia, Slovenia, Ungheria e Slovacchia.

Infine, vorrei invitarvi a considerare le opportunità per le comunità rurali di utilizzare il lupo come ulteriore fonte di reddito. Esistono diversi esempi positivi.

In Spagna, la Regione a nord-ovest di Zamora (in particolare “Sierra de la Culebra”) è diventata un’area importante per il turismo del lupo, che ora rappresenta un importante vantaggio economico, attirando migliaia di visitatori ogni anno.

Un diverso tipo di opportunità è stato sviluppato in Italia in Piemonte (nell’ambito del progetto LIFE WOLFALPS). Un’etichetta locale (“Terre di lupi” = “Terra dei lupi”) è stata creata per migliorare la commercializzazione del formaggio e di altri prodotti dagli agricoltori interessati dalla presenza del lupo. Il messaggio dietro l’etichetta cerca di esprimere l’orgoglio nel fare prodotti di qualità in un contesto di difficoltà aumentate a causa della presenza del lupo e del rischio di predazione. Sono state organizzate 35 escursioni per aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei turisti sul lupo e le implicazioni del suo ritorno in queste aree e per consentire loro di avvicinarsi direttamente ai pastori coinvolti nel progetto (che potrebbero spiegare l’attuazione delle misure di prevenzione e promuovere i loro prodotti) .

In conclusione, riconosco che abbiamo una sfida continua per assicurare la convivenza tra persone e grandi carnivori. La Commissione è impegnata a collaborare con il Parlamento su questa materia. Come spero di avervi mostrato, stiamo traducendo questo impegno in azioni concrete nel quadro del piano d’azione per la natura dell’UE, la cui attuazione è una priorità importante del mio mandato. ».