Le Regioni decidono sulla sorte di lupi ed orsi

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La Conferenza Stato-Regioni ottiene dal Ministro dell’Ambiente la possibilità di stabilire deroghe per l’abbattimento delle due specie protette. Dovranno chiedere soltanto un parere non vincolante all’ISPRA e semplicemente comunicare la decisione al Ministero. Questa volta non risulta pervenuta la posizione della Puglia.

 

E così, la sorte del lupo in Italia appare ancora una volta in pericolo, assieme a quella dell’orso. È del 10 maggio scorso il parere della Conferenza Stato-Regioni sullo schema di d.P.R. recante ulteriori modifiche all’art. 12 del d.P.R. n. 357/1997 di attuazione della direttiva 92/43/CEE , “Direttiva Habitat”. Un parere obbligatorio per legge (articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281) ma che non implica vincoli di adesione al Governo proponente. Tanto più che si riferisce ad una norma di recepimento della disciplina comunitaria.

Invece, questo passaggio istituzionale, tutto sommato gestibile in riferimento alle esigenze di tutela di due specie protette a livello comunitario, si è rivelato potenzialmente pericolosissimo per lupi ed orsi poiché le Regioni hanno chiesto, ed ottenuto dal Ministero dell’Ambiente, l’introduzione di un articolo 01, prima dell’articolo 1, rubricato “Modifiche all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357”, il cui comma 2bis prevede che “Le Regioni e le Province Autonome, sentito l’Istituto Superiore per Ia ricerca ambientale, provvedono direttamente ai sensi dei commi  1. e 2., limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, e comunicano al Ministero dell’Ambiente e dRisultati immagini per orso brunoella Tutela del Territorio e del Mare, senza ritardo e comunque non oltre quindici giorni, le deroghe concesse in base ai commi precedenti.” Le Regioni divengono, quindi, uniche attrici nella concessione di deroghe alla protezione delle due specie, obbligate ad una semplice comunicazione al Ministero e ad un semplice “ascolto” dell’ISPRA.

Questo accadeva nel nostro Paese ma, cinque giorni dopo, il Commissario all’Ambiente dell’U.E., Karmenu Vella, al Parlamento Europeo riunito in sede di conferenza interparlamentare sul destino della zootecnia, ha chiaramente detto che per il “controllo letale” dei lupi la Commissione non fornisce, almeno per ora, alcuna speranza di deroga.

Che cosa abbia spinto il Ministero dell’Ambiente a cedere alle richieste delle Regioni è abbastanza facile immaginarlo. La bozza di Piano di Azione nazionale sul Lupo, che non riesce ad ottenere il parere in Conferenza Stato-Regioni, non contiene quello che molte Regioni chiedono, cioè la possibilità di abbattimento di una quota di popolazione al di là del ricorrere o meno delle condizioni tecnico-scientifiche poste invece dal testo proposto dal gruppo di lavoro guidato da Luigi Boitani. Infatti, la Conferenza, a dicembre dello scorso anno, ha deciso di rinviare la discussione del punto a dopo le elezioni del marzo scorso. Sulla questione molte altre Regioni (compresa la Puglia) avevano fatto muro contro le richieste di abbattimenti, compresi quelli individuati nella bozza ministeriale e, ad oggi, non se ne è ancora discusso. Così, è maturata la possibilità che si potesse utilizzare lo schema di d.P.R. di modifica di una parte della norma di recepimento della Direttiva Habitat come cavallo di Troia. Questa volta, la Puglia non si sa che posizione abbia avuto.

 

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