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Ho votato, nonostante tutto

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di Fabio Modesti

Ho votato. Superando le mie resistenze, i miei conati di vomito, la mia insofferenza per la paccottiglia televisiva e social che ha ammorbato l’ultimo mese. Moltissimi benpensanti, moltissima gente a dare buoni consigli per non dare il cattivo esempio, moltissimi reduci della Resistenza a neanche quarant’anni. Tutti, comunque, un po’ sottotono perché mica ci si aspettava queste elezioni anticipate. Dopo il “governo dei migliori” ci sarà un governo di chi riuscirà a farlo e ad avere la fiducia delle Camere. Eppure anche questa tornata elettorale mi ha lasciato basito per talune circostanze vissute in prima persona. La prima. Ho esaurito gli spazi nella tessera elettorale ed ho cercato invano di capire se avrei potuto riceverla a casa oppure scaricarla on-line. Niente da fare. Son dovuto andare presso gli uffici dell’Anagrafe del Comune di Bari dove centinaia di cittadini erano nella mia stessa condizione. L’impiegata, gentile, che mi ha consegnato la nuova tessera mi ha detto, da me sollecitata, che, certo, la tessera si può consegnare a domicilio: sua figlia l’ha ricevuta due mesi prima che compisse 18 anni. Quindi i neo votanti sono stati invogliati al voto in questo modo (chissà, forse perché ritenuti orientati politicamente?), mentre tutti gli altri cittadini possono anche non esercitare quel diritto e chissenefrega. La questione riguarda il Ministro dell’Interno che però, nel “governo dei migliori”, se ne è altamente disinteressato. Il prossimo Ministro se ne occuperà? Chissà. Seconda circostanza. I segretari di seggio mi consegnano le schede con il talloncino antifrode e la matita copiativa. Entro in cabina e noto la matita totalmente spuntata. Ne chiedo un’altra ed il presidente di seggio ha faticato non poco prima di trovarla. Ho saputo dopo che la situazione si è ripetuta molte volte in seggi diversi. Deduco che l’approvvigionamento di matite copiative da CONSIP non sia stato un ottimo affare per il Ministero dell’Interno. Ci saranno conseguenze? Chissà. Comunque entro e voto. Uscito dalla cabina mi invitano a consegnare le schede e la matita. Le schede poi passano di mano al presidente di seggio che toglie i tagliandi antifrode e, dandomi le spalle, distribuisce le schede nelle urne. E quest’operazione si è ripetuta con gli altri elettori i quali, contrariamente a me, non hanno seguito il percorso delle schede. Fino all’ultima competizione elettorale, le regionali di due anni fa, le schede le ho sempre infilate io nelle urne. La cosa, devo dire, mi ha infastidito ma ho preferito non creare un caso anche perché ho controllato la destinazione delle schede votate ma quanti hanno fatto come me? Terza circostanza. Ho visto alcuni elettori consegnare al seggio una nota di protesta contro l’attuale sistema elettorale per il rinnovo del Parlamento. È a dir poco strano che la protesta monti solo ora dopo che abbiamo già votato con questo sistema nel 2018. Forse prima si garantiva all’elettore una scelta consapevole ed informata dell’offerta politica ed ora no? No, ovviamente no. Quindi la protesta appare del tutto strumentale visto che sono trascorsi quasi cinque anni di legislatura durante i quali si è pensato, con i soliti conati di populismo da quattro soldi, a ridurre il numero di parlamentari ma non a rendere il voto libero nella scelta e responsabile negli effetti. Io credo che non derivi alcun rischio per la democrazia italiana dall’esito delle urne. Penso che il rischio c’è indipendentemente da esso e riguarda l’ormai dilagante pervasività dell’appartenenza al potentato di turno, che regola tutti i gangli della vita repubblicana, per poter migliorare la propria condizione. E questo è avvenuto con la defenestrazione dei partiti classici dal panorama politico sostituiti da soggetti (nel senso di individui) e movimenti che hanno ripristinato un sistema feudale ancor più stringente, pesante e costoso di quello partitocratico.

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Ferruccio Petazzi

    Carissimo Fabio, anche io ho votato, con il sapore di vomito in gola e seguendo con molta attenzione il destino delle mie schede.
    Spero che non sia l”ultima volta e si possa migliorare del resto non puo essere altrimenti, sennò ‘Nuova Zelanda’ Cercano sempre veterinari e quochi

    1. Fabio Modesti

      Caro Ferruccio, la bella e brava premier della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ci aspetta a braccia aperte…

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