Anche il Consiglio di Stato rigetta il ricorso del comitato “I Gabbiani del Parco” sull’intervento edilizio nel parco regionale di Costa Ripagnola ● Le motivazioni si basano sulla carenza di interesse e di legittimazione del comitato ● Resta una delle più brutte pagine per la tutela del territorio pugliese
In copertina, scorcio del parco regionale di Costa Ripagnola – ©Fabio Modesti
La storia giudiziaria di Costa Ripagnola sembra essere giunta al termine. Anche il Consiglio di Stato con una recentissima sentenza ha respinto il ricorso del Comitato “I Gabbiani del Parco di Costa Ripagnola – Un volo libero in difesa dell’ambiente snaturato dalla legge del cemento” con il quale era stata impugnata la sentenza del TAR Bari del 24 ottobre 2023. In quel pronunciamento i giudici di primo grado amministrativo avevano stabilito che il comitato per la tutela di Costa Ripagnola e l’ex consigliere regionale e deputato dei Verdi, il polignanese Mimmo Lomelo, avrebbero dovuto impugnare il provvedimento autorizzativo (Paur) del resort di Serim rilasciato dalla Regione Puglia nel marzo 2019, ma non lo hanno fatto. Il Consiglio di Stato, come anche il TAR Bari, non ha riconosciuto la legittimazione e l’interesse al ricorso da parte del Comitato e dell’ex deputato e consigliere regionale dei Verdi, Mimmo Lomelo in quanto cittadino di Polignano a Mare, perché «la legittimazione e l’interesse al ricorso trovano giustificazione nella natura soggettiva della giurisdizione amministrativa, che non risulta preordinata ad assicurare la generale legittimità dell’operato pubblico, bensì tende a tutelare la situazione soggettiva del ricorrente, correlata ad un bene della vita coinvolto nell’esercizio dell’azione autoritativa oggetto di censura». I giudici di Palazzo Spada hanno così evitato di pronunciarsi nel merito. In realtà, era stato chiesto ad associazioni protezionistiche riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, esse sì legittimate in linea generale a costituirsi in giudizio su questioni di carattere ambientale, di affiancarsi nel ricorso ma hanno declinato l’invito. Ed è stato un errore. Così come, forse, un errore (se si può chiamare tale) è stato, in sede giudiziaria amministrativa, non insistere sulla circostanza che il Comune di Polignano ha annullato in autotutela, il 7 gennaio 2021, il parere di compatibilità urbanistica del progetto Serim riportando indietro, in tal modo, l’orologio rispetto al termine previsto dalla legge istitutiva del parco regionale di Costa Ripagnola, nel frattempo istituito. Nella norma transitoria (articolo 14) della legge regionale pugliese n. 30/2020 istitutiva del parco di Costa Ripagnola, infatti, sono stati esclusi dall’applicazione delle misure di salvaguardia «gli interventi e le opere edilizie che, alla data di pubblicazione del disegno di legge 25 febbraio 2020, n. 13 sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP) 3 marzo 2020, supplemento n. 27, hanno già conseguito tutti i titoli autorizzativi comunque denominati previsti dalla normativa vigente e applicabili alla fattispecie»; con l’annullamento in autotutela del parere di compatibilità urbanistica del Comune di Polignano il progetto Serim non aveva conseguito, a quella data del 3 marzo 2020, tutti i titoli autorizzativi ed il resort si sarebbe scontrato con le norme di tutela del parco. Precedentemente, nel 2017, forse è anche stato commesso l’errore, da parte dei comitati per la tutela di Ripagnola, di non impugnare il provvedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA) favorevole rilasciato dalla Regione Puglia. Insomma, oggi il resort di Costa Ripagnola, nel parco regionale, sembra non avere più ostacoli per la sua realizzazione. L’intervento acquisirebbe, peraltro, molto più valore per il fatto d’essere in un’area protetta.
Le questioni ancora in ballo
Certo, ci sarebbe ancora in ballo una sorta di patto che Michele Emiliano, da presidente della Regione, avrebbe stretto con la società immobiliare affinché questa valutasse lo spostamento a monte dell’intervento. Ma non sembra ci siano prospettive positive da questo punto di vista. Infine c’è ancora l’incognita legata ad un ulteriore intervento edilizio, questa volta di nuova costruzione, per realizzare un villaggio turistico nelle aree adiacenti a quelle di Serim. La Regione ha prescritto, nell’autorizzazione paesaggistica, che tutte le cubature previste dovessero essere spostate a monte della strada statale 379; tuttavia il progetto presentato dalla società che fa capo all’imprenditore barese Vittorio Andidero prevede comunque a valle della statale, nel territorio del parco regionale, una serie di interventi infrastrutturali da valutare attentamente rispetto alla tutela dell’area.

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