L’ultimo parco regionale pugliese istituito, quello di Costa Ripagnola, è destinatario di risorse economiche ● Chi le gestirà, nessuno lo sa ● Ricorsi amministrativi ancora in piedi possono modificare profondamente lo stato dei luoghi ● Il caso del piano di lottizzazione Agape
In copertina, scorcio della falesia nel parco regionale di Costa Ripagnola – ©Fabio Modesti
di Fabio Modesti
Iniziano ad arrivare risorse economiche al parco regionale pugliese di Costa Ripagnola il cui territorio è suddiviso tra i Comuni di Polignano a Mare (ben oltre il 90%) e di Monopoli, in provincia di Bari. Dopo i 100mila euro stanziati dalla Regione Puglia nel bilancio di previsione 2025 per la costituzione del Consorzio di gestione, ad oggi ancora inesistente a causa di richieste di revisione della perimetrazione da parte del Comune di Monopoli, ora arrivano anche 500mila euro al Comune di Polignano per “Azioni di ripristino mirate alla conservazione di anfibi, rettili e chirotteri e azioni trasversali mirate alla tutela naturalistica nel parco”. Come il Comune di Polignano gestirà questi fondi è tutto da capire ed il progetto non è stato ancora reso pubblico. I fondi derivano dal Fondo di Coesione per la parte gestita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) finalizzata all’attuazione della Nature Restoration Law (il Regolamento UE 2024/1991 per il restauro degli ambienti naturali), attraverso i piani regionali specifici ed il piano nazionale di coordinamento il cui ammontare è di circa 82 milioni di euro. Il progetto presentato dal Comune di Polignano a Mare è stato ammesso a finanziamento ma ora bisognerà attendere la delibera di assegnazione delle risorse che sarà presentata al CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) per l’approvazione definitiva.
Il ricorso amministrativo ancora in piedi
L’altra notizia riguarda il ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto dall’impresa edile Giada S.r.l. e da Gruppo Andidero Finanziario Immobiliare S.r.l. contro l’inerzia del Comune di Polignano a Mare nel procedimento relativo all’effettuazione dell’istruttoria urbanistica e successiva deliberazione del Piano di lottizzazione “AGAPE – Parco dei Trulli”. Questo intervento è stato oggetto di una profonda variante urbanistica che ha ricevuto il benestare da parte della Regione Puglia a fine 2017 con la previsione dello spostamento a monte della strada statale 16 delle cubature e di gran parte delle attrezzature previste a valle della stessa (edificazione di 77mila metri cubi con aree a parcheggio estese 3,5 ettari) e della rinuncia al campo da golf da 27 buche, con una serie di ulteriori ridimensionamenti. Ma a valle della statale, e quindi nel territorio del parco regionale di Costa Ripagnola, sono comunque previste (su poco più di 50 ettari) un’area da destinare a parco pubblico urbano, per una superficie pari complessivamente a poco più di 19 ettari di cui più di 11 da cedere al Comune, un’area da destinare a stabilimento balneare, per una superficie pari a quasi 3 ettari di cui un terzo da cedere al Comune, ed un’area da destinare a zona per attività agricole per una superficie pari ad oltre 32 ettari. L’inerzia del Comune di Polignano a Mare nell’istruire la pratica ed approvare definitivamente il piano di lottizzazione emerge dalle note del dirigente della Sezione urbanistica con cui fa riferimento alla carenza di personale e all’obbligo di istruire le istanze di lottizzazione rispettando l’ordine cronologico di presentazione delle stesse. I ricorrenti hanno chiesto alla Regione Puglia di attivare i poteri sostitutivi attraverso la nomina di un commissario ad acta, così come previsto dalle norme vigenti. Anche il Ministero delle Infrastrutture ha sollecitato il Comune di Polignano a chiudere il procedimento ed alla Regione ad agire in caso di ulteriore inerzia. A giugno del 2024 il Comune ha risposto che avrebbe concluso il procedimento in 60 giorni. Il tempo è trascorso invano ed a marzo ed a giugno di quest’anno il Ministero guidato da Salvini ha intimato al Comune ed alla Regione di fare la propria parte assegnando a quest’ultima 20 giorni per nominare il Commissario ad acta. Ma non è successo nulla. Intanto il Consiglio di Stato, che deve esprimere il parere al Presidente della Repubblica per il verdetto finale, è in attesa del parere del Ministero delle Infrastrutture al quale ha assegnato 40 giorni (dal 21 novembre) per il deposito della relazione definitiva sul merito del ricorso. Infine, il Consiglio di Stato ha stabilito che «il Comune dovrà a sua volta comunicare se abbia provveduto o meno all’esame del progetto proposto dalle ricorrenti e, in caso, negativo, se la Regione Puglia sia intervenuta con la richiesta attivazione del potere sostitutivo con la nomina del Commissario ad acta. La Regione Puglia inoltre comunicherà l’eventuale attuale stato del procedimento di nomina del Commissario ad acta e le ragioni dell’eventuale ritardo. Quanto infine all’istanza cautelare, la Sezione, anche in considerazione del fatto che le ricorrenti non hanno svolto alcuna osservazione o controdeduzione alla relazione ministeriale, è dell’avviso che allo stato non sembra sussistere il requisito del periculum in mora». La telenovela continua…

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