La Campania rimette mano alla legge sui Parchi

 

Tra brutte figure con i fondi comunitari, commissariamenti e disfunzioni, arriva De Luca che vorrebbe rimettere tutto in discussione

La Regione Campania ed il suo Presidente, Vincenzo De Luca, vorrebbe rimettere mano alla legge regionale sulle aree naturali protette. Una legge che, a dir la verità, non ha prodotto granché se non una serie di problemi attuativi e di ritardi. Non ha prodotto, soprattutto, quell’innovazione nella gestione del territorio che pure ci si aspettava. Ecco, quindi, che la Giunta regionale potrebbe a breve approvare un disegno di legge di riforma della legge sui Parchi che riduca il numero di Enti di gestione e razionalizzi procedure di nomina degli amministratori.
Per saperne di più: http://federparchi.telpress.it/html/viewTextByEmail.php?f=1&l=1&s=CRONACHE+DI+NAPOLI&x=2015/08/14/2015081401088826845.XML&c=2778&n=news20150801&j=201549

Dieci anni di ricerca sulle marmotte nel Parco Nazionale Gran Paradiso

I ricercatori studiano il comportamento e la socialità di una delle specie più importanti dell’ecosistema alpino

 

E’  arrivato al traguardo dei dieci anni il programma di ricerca a lungo  termine sulla marmotta alpina, iniziato nell’estate del 2006 nel Parco  Nazionale Gran Paradiso, con base nella storica casa di caccia di  Orvieilles, in Valsavarenche.

Questo  roditore di medie dimensioni è naturalmente presente con una buona  densità all’interno del Parco e su tutto l’arco alpino. La marmotta  merita di essere studiata e monitorata anche per altre ragioni: è un  buon indicatore dello stato di salute del delicato ecosistema alpino  soprattutto in anni come quelli recenti interessati da importanti  cambiamenti climatici; inoltre ha un impatto sulla vegetazione in quanto  è una specie erbivora, e sul suolo, poiché utilizza e scava sistemi di  tane nel terreno ed è preda per aquila e volpe.

“La  marmotta alpina ha caratteristiche comportamentali e fisiologiche che  la rendono particolarmente interessante ed ideale come soggetto di studi  ecologici ed etologici “, spiega Achaz von Hardenberg, biologo del Parco, “Nell’ambito  di questo programma stiamo sviluppando linee di ricerca che vanno da  aspetti gestionali, di eco-patologia a studi incentrati sul  comportamento della marmotta.  Nonostante le difficoltà delle ricerche  sul campo, studiare il comportamento delle specie in condizioni naturali  è particolarmente importante perché permette ai ricercatori di  raccogliere dati su popolazioni sottoposte alle pressioni naturali  dell’ambiente e studiare come la selezione naturale agisce sulle  caratteristiche della specie”.

Il  team di ricercatori al lavoro sul campo da aprile a settembre è  coordinato dal servizio scientifico dell’Ente Parco e vede coinvolti  studenti delle Università di Pavia, Parma, Montrèal (UQAM), Bologna,  Genova, oltre a collaborazioni con enti e gruppi di ricerca nazionali e  internazionali. In questi anni sono state individualmente marcate e  seguite più di 280 marmotte appartenenti a 18 famiglie diverse. Le  marmotte sono marcate così da rendere ciascun individuo riconoscibile  per gli anni futuri e permette agli studenti di raccogliere dati sul  comportamento individuale, sulla biometria, sulla riproduzione e in  generale su tutti gli eventi che interessano la vita di ciascuna  marmotta.

Uno  dei principali temi studiati è la socialità nella specie,  caratterizzata dalla rigida struttura gerarchica delle famiglie di  marmotte e mantenuta dagli individui tramite display e interazioni  comportamentali. Le ricerche in corso stanno permettendo ai ricercatori  di capire meglio come si stabilisce questa gerarchia e quali sono le  caratteristiche individuali (peso corporeo, età, legami di parentela,..)  che facilitano un individuo nel raggiungere la posizione più alta. Non  solo: a seguito di uno studio sviluppato in questo progetto negli scorsi  anni in cui è stato dimostrato come le marmotte differiscano nella loro  ‘personalità’ una dall’altra, si sta valutando come il carattere di un  individuo possa influire nella possibilità di diventare un dominante e  quindi di avere accesso alla riproduzione.

I  dati raccolti ogni anno permettono anche di monitorare, in una zona  campione della popolazione di marmotte del Parco quale è l’area di  ricerca di Orvieilles, la riproduzione e la sopravvivenza della  popolazione nelle diverse classi di età, ed in futuro di legarla ad  eventuali variazioni nella fenologia della vegetazione, nelle variazioni  di temperatura o di copertura nevosa invernale.

Proprio  questi motivi rendono importante lo studio della marmotta per più anni  consecutivi, in modo da produrre una serie storica di dati che permetta  di capire se e quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici in atto  in questi anni su una delle specie chiave dell’ecosistema alpino.

Tutte  le ricerche svolte nel progetto sono pubblicate come tesi universitarie  e come articoli scientifici su riviste referate. Alla pagina del sito http://www.pngp.it/natura-e-ricerca/conservazione-e-ricerca/ricerca-faunistica/eco-etologia-della-marmotta-alpina è possibile trovare l’elenco di tutta la produzione scientifica del  progetto sulla marmotta alpina al Parco Nazionale Gran Paradiso.