Secondo la Lega Anti Vivisezione, il Ministero dell’Ambiente, che smentisce, avrebbe autorizzato la Regione Toscana ad abbattere gli esemplari di cui sia accertata geneticamente l’ibridazione. Se fosse così, però, si porrebbero serie questioni giuridiche.

 

La LAV definisce «un abuso inaccettabile quello dell’ipotesi di cattura e successiva uccisione dei canidi nel Comune di Monte Argentario (Grosseto), formulata dal Ministero dell’Ambiente».

Secondo Massimo Vitturi – Responsabile LAV Animali Selvatici – si tratta di un’ipotesi prevista dal Piano di cattura e traslocazione dei lupi che da qualche tempo risiedono sul territorio comunale di Monte Argentario, predisposto dalla Regione Toscana su richiesta del Sindaco e autorizzato dal Ministero dell’Ambiente. Ma se per i lupi è prevista la cattura al fine della successiva traslocazione, per gli ibridi il Ministero dispone che Nel caso di un ibrido si procederà allo spostamento, alla castrazione o all’abbattimento dell’animale”, configurando così la violazione dell’art.544bis del Codice Penale che dispone l’arresto fino a due anni nei confronti di chiunque “per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”. Alla LAV fa eco Piera Rosati, presidente di LNDC-Animal Protection, che promette: “Se questa follia si confermasse vera, anche noi daremo battaglia.”

Secondo il blog “Il richiamo della foresta” del quotidiano “la Repubblica”, Marco Remaschi, assessore toscano all’Agricoltura e padre della legge regionale che permette la caccia al cinghiale tutto l’anno, si affretta a dichiarare a un’agenzia di stampa la propria soddisfazione per un’operazione che «apre uno spiraglio rispetto alle nostre ripetute sollecitazioni ad affrontare con qualche strumento operativo la questione della presenza dei predatori e dei danni che procurano soprattutto alla nostra agricoltura». Ma dal Ministero dell’Ambiente giunge una netta smentita.

«Ci è pervenuta, il 13 marzo, la richiesta di autorizzare la cattura per mezzo di tre trappole a cassetta nel merito di un singolo cane vagante nel Comune di Porto Ercole (che fa parte del Comune di Monte Argentario). A scriverci è stato il dirigente regionale Paolo Banti» spiegano dal Ministero dell’Ambiente. A quanto pare, un meticcio di grande taglia si aggirerebbe per le vie di Porto Ercole spaventando gli abitanti. Dopo aver vietato con un’ordinanza apparentemente illogica di alimentare le colonie feline, il Sindaco avrebbe evidenziato uno stato di allarme sociale e la necessità di catturare il cane.

«Abbiamo autorizzato la disposizione di tre trappole a esca alimentare. Qualora l’esemplare sia un cane, andrà portato in canile e sterilizzato. Se fosse catturato un lupo, l’esemplare andrà rimesso immediatamente in libertà, mentre nel caso di un ibrido il soggetto andrà sterilizzato trasferito negli appositi recinti del Parco faunistico di Arcidosso.». Quindi nessun abbattimento.

Dal canto suo l’Ispra, il 26 marzo, risponde alla Regione Toscana in modo analogo, raccomandando che le trappole siano controllate anche di notte affinché l’animale prigioniero non debba subire eccessivo stress, e menzionando l’eventualità dell’abbattimento dell’ibrido soltanto come ipotesi lontana, in caso di ingestibile pericolosità, innescando così il fraintendimento.

«Stando così le cose, alla luce delle dichiarazioni di Remaschi viene da pensare che in Toscana c’è chi vuole strumentalizzare e ingigantire un singolo episodio per avvantaggiarsi sulla linea della persecuzione alla fauna selvatica» commenta Vitturi e la Rosati conclude: «L’incapacità di gestire un solo cane a Porto Ercole, fra ritorsioni sui gatti e catture avventurose, la dice lunga sulla gestione del randagismo da parte di una Regione che cerca ogni scusa per vessare lupi e ibridi.».

Insomma, il Ministero dell’Ambiente non avrebbe mai potuto autorizzare l’abbattimento degli ibridi perché sarebbe incorso nel reato penale citato. L’Ispra avrebbe fatto bene, invece, ad essere più chiaro e netto sull’eventualità dell’abbattimento. E tutta la polemica non sarebbe sorta. Sembrerebbe, infine, esserci un Sindaco che non riesce a gestire la presenza di un cane (perché l’ibrido eventuale, tale è) che vaga nel proprio centro abitato. Tempi da lupi!