Da WWF Italia

 

Filmato il leopardo delle nevi con quattro cuccioli

 


Fototrappolaggio sensazionale

Uno straordinario filmato realizzato dal WWF nelle montagne himalayane ci mostra le immagini di una femmina di leopardo delle nevi con 4 cuccioli, un evento davvero unico per gli studiosi. Il filmato è stato realizzato grazie ad una videotrappola installata dal WWF Mongolia: è la prima volta in assoluto che un video riprende una cucciolata così numerosa, un vero e proprio regalo di Natale del WWF.
Il video risale a settembre, ma le difficili condizioni ambientali e meteorologiche delle alte vette himalayane, ambiente elettivo del leopardo delle nevi tra i 3.000 e 4.500 metri, rendono estremamente difficile per i ricercatori recuperare le attrezzature con frequenza.
Il leopardo delle nevi è minacciato dalla perdita di habitat, dai cambiamenti climatici, che ne restringono sempre di più l’areale a causa dell’aumento delle temperature globali, dal bracconaggio per la pelliccia e dai conflitti con le comunità locali. In meno di 20 anni la popolazione di questo meraviglioso ed elusivo felino è diminuita di oltre il 20% e oggi si stima che ci siano tra i 4.000 e i 6.000 esemplari allo stato selvatico.

Ancora sulla decisioni del Presidente U.S.A. per la protezione della natura

Le giuste motivazioni di Obama per designare

monumenti naturali nazionali

Il bacino del Lockhart, a sud del fiume Colorado, nella regione Bears Ears Buttes, Utah.

Sulla straordinaria performance di Obama per la tutela dell’Ambiente negli Stati Uniti, interviene l’Associazione per la Conservazione dei Parchi Nazionali (N.P.C.A.), difendendola a spada tratta sul “Denver Post”. Secondo i Repubblicani invece, che dal 20 gennaio avranno Donald Trump alla Casa Bianca, quello dell’attuale Presidente è un “accaparramento di terra”. Ma la cosa più sensazionale è notare come Obama abbia assunto decisioni così importanti e che frenano sensibilmente grossi interessi economici, soprattutto delle compagnie petrolifere, nella fase di transizione finale del suo mandato. Quasi che si senta ormai libero da condizionamenti di sorta.

I repubblicani che definiscono le recenti designazioni di monumenti nazionali del presidente Barack Obama un “accaparramento federale della terra” sono gravemente in errore, a meno che non stiano lodando Obama per aver “afferrato” preziose, insostituibili risorse per il popolo americano.
Il presidente aveva il potere di designare i monumenti nazionali attraverso l’ “Antiquities Act” del 1906 per proteggere queste meraviglie naturali, culturali e scientifiche, come quelle che si trovano a Bears Ears Buttes in Utah e Gold Butte in Nevada.
I sostenitori della tutela di questi ultimi due monumenti per le generazioni a venire hanno documentato il chiaro interesse pubblico nel proteggere questi luoghi unici dallo sviluppo.
Che il Congresso abbia completamente omesso di fare la cosa giusta per conto delle comunità, compresa la comunità dei nativi americani che chiedono a gran voce di preservare questi luoghi, non è certo colpa del presidente, né i successivi interventi di Obama sono un segno che l’applicazione dell'”Antiquities Act” sia fuori controllo.

Speriamo che i repubblicani che hanno vinto un chiaro mandato per guidare il Paese, non usino il loro potere per annullare il bene che Obama ha fatto designando questi ed di altri monumenti nazionali.
Era 1911 quando il presidente repubblicano William Howard Taft ha utilizzato l'”Antiquities Act” per proteggere il Colorado National Monument. Pone sotto tutela i 20.500 acri (oltre 8.000 ettari n.d.t.) sovrastanti Grand Junction per proteggere i suoi “straordinari esempi di erosione dovuta agli agenti atmosferici”.
Quell'”accaparramento di terra” è stata una benedizione incredibile per Grand Valley. Non senza la polemiche, il parco ha fornito un volàno economico permanente, anche se piccolo, con circa 588.000 visitatori l’anno.
Pensiamo che l’utilizzazione dell'”Antiquities Act” in Colorado da parte di Obama, resisterà anche alla prova del tempo.
All’inizio di quest’anno Obama ha posto sotto tutela il Browns Canyon nella valle del fiume Arkansas, conservando sorgenti che vengono utilizzate non solo per lo svago ma che sono una fonte di acqua preziosa.