da “The Independent” – 26 ottobre 2015 – di Olivia Blair

Gli inglesi vincono una battaglia contro gli scoiattoli grigi. Ma solo una battaglia.

Scoiattoli grigi ormai estinti in Anglesey, nel Galles del Nord, dopo 18 anni di campagne di abbattimenti.

Un’isola nel Regno Unito, ha eliminato gli scoiattoli grigi (Sciurus carolinensis), con l’obiettivo di proteggere la popolazione di scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris). Anglesey, Galles del Nord, si è dichiarata libera della variante grigia della specie all’inizio di quest’anno, non avendo visto uno scoiattolo grigio dal 2013. L’isola ha raggiunto questo status dopo 18 anni di campagne di abbattimenti, che vengono ora estesi alla vicina contea Gwynedd sotto l’egida della Heritage Lottery Fund.

Il dottor Craig Shuttleworth, consulente della Red Squirrel Survival Trust (l’Associazione per la sopravvivenza della scoiattolo rosso) ha detto alla BBC: ” Gli scoiattoli grigi sono animali invasivi e che semplicemente non dovrebbero essere qui. Il progetto “scoiattolo rosso” ha agito come una cartina di tornasole per gli abbattimenti di altre specie invasive. Se non avessimo potuto avere successo con questi simpatici animali e pelosi, che speranza ci sarebbe per specie meno attraenti?”.

Tuttavia, molti ritengono l’abbattimento di scoiattoli grigi crudele e ingiusto. Angus Macmillan – che ha iniziato una petizione per fermare la mattanza e ha raccolto 140.000 firme, ha dichiarato alla BBC: “Io ritengo che sia moralmente sbagliato uccidere i membri senzienti di una specie per proteggere i membri di un altra solo perché considerata aliena”.

Gli scoiattoli grigi sono arrivati nel Regno Unito dagli Stati Uniti nel XIX secolo. Si ritiene che siano stati portatori di parapoxvirus che colpisce direttamente ed in modo letale le popolazioni di scoiattolo rosso  che hanno pochi anticorpi per combattere il virus. La popolazione degli scoiattoli grigi nel Regno Unito è di circa cinque milioni di esemplari, mentre quella di scoiattoli rossi è compresa tra 120.000 e 140.000 esemplari. Il 75 per cento di scoiattoli rossi sono in Scozia.

da “La Nuova Sardegna – ed. Sassari” – 25 ottobre 2015

 
 
 
 
 
 

L’Isola di Budelli resta privata. Ecco perché.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena aveva opposto il diritto di prelazione alla vendita dell’isola tra privati. Ma non poteva farlo in assenza del Piano per il Parco. Un’ovvietà che il Consiglio di Stato aveva sancito ad aprile scorso. Ma si ripropone il problema dei Piani per i Parchi Nazionali che giacciono anni nei cassetti delle Regioni per essere approvati.

 
 
 
 
 

Lentezze e burocrazia hanno consegnato il paradiso della sabbia rosa allo straniero. La battaglia di Budelli è stata vinta da Michael Harte sfruttando abilmente un cavillo, facendo leva su un aspetto rivelatosi fatale dal punto di vista di chi teme per l’integrità della mitica località resa celebre da un film: l’assenza di un piano del parco in vigore. Lo rivela Gian Domenico Tenaglia, il legale dell’avvocatura dello Stato che davanti al Tar aveva difeso gli interessi del Parco della Maddalena, deciso a strappare l’isola al manager neozelandese facendo valere il diritto di prelazione.

Quindi la decisione del Consiglio di Stato che dava torto all’Ente presieduto da Bonanno. Tenaglia è categorico: «La battaglia è persa, Harte è il nuovo padrone di Budelli. Tornare indietro sarà un’impresa impossibile». L’avvocato va avanti. Spiega che il giudice per le esecuzioni fallimentari del tribunale di Tempio non ha potuto fare altro che prendere atto e adeguarsi al Consiglio di Stato. «L’isola era oggetto di proprietà privata, apparteneva alla società Nuova Gallura, la quale aveva molti debiti; quando è fallita, i suoi creditori hanno venduto all’asta l’isola, che è stata comprata da Harte. L’Ente Parco ha esercitato il diritto di prelazione che le spetta secondo la legge 394/1991, quando un bene di interesse ambientale oggetto di proprietà privata viene venduto: pagando la stessa cifra dell’acquirente il Parco può diventarne proprietario. L’Ente l’ha fatto, bloccando l’operazione del neozelandese, ma Harte ha avviato una causa amministrativa, finita davanti al Tar, che ha respinto il ricorso, ritenendo soddisfatte tutte le condizioni richieste dalla legge».Harte a questo punto ha fatto ricorso al Consiglio di Stato: «Qui gli interessi del Parco erano curati dai colleghi dell’avvocatura generale di Roma, e Harte ha vinto facendo leva su una questione formale: l’Ente Parco non ha ancora un piano del parco, o meglio l’ha approvato ma non è ancora efficace (giace sui tavoli della Regione, in attesa di ulteriori passaggi, ndc). Il giudice di Tempio in sede di esecuzione, ha tratto le conseguenze inevitabili, essendo la prelazione stata giudicata illegittima dal giudice amministrativo».Insomma, per Tenaglia la sorte della causa era segnata. «Peccato, perché 

Giuseppe Bonanno – Presidente
Parco Naz.le Arcipalego di La Maddalena

l’Ente Parco aveva in progetto diverse belle cose da fare – commenta il legale –. Ma c’è da dire che Harte si è presentato come un appassionato di cose ambientali, un benefattore, e non resta che da sperare che faccia bene: i vincoli d’altronde risultano dalle norme, limitano le prerogative del proprietario. Budelli resta un bene supervincolato».

Vincoli che però sono stati di recente allentati: «Anche se non è stata riconosciuta la protezione massima, come il Presidente Bonanno chiedeva – dice Tenaglia – , i nuovi proprietari potrebbero fare ben poco, solo cose compatibili col grandissimo interesse ambientale dell’isola. Certo non potrebbero mettere in pericolo la Spiaggia rosa, dato che in tutti questi anni il parco ha lavorato sulla rigenerazione della sostanza che la rende tanto particolare. E penso che non sia nemmeno nelle intenzioni del signor Harte creare danni ambientali. Speriamo in una collaborazione».