dal blog di Robert Fuller (http://robertefuller.blogspot.co.uk/) – 25 settembre 2015

La volpe nera

 

 

Il racconto di uno dei più grandi artisti naturalistici contemporanei

“Ho sempre avuto un orecchio attento alle notizie di avvistamenti di animali selvatici interessanti. Così, quando ho ricevuto una telefonata da un cliente dicendo che aveva visto una volpe nera nei pressi di casa sua, le mie orecchie si sono rizzate. Si pensa vi possa essere solo una manciata di tali creature nel paese (Inghilterra n.d.t.). Anche se di colore nero, sono tecnicamente note come “volpi argentate” in quanto la pelliccia è mantata con il bianco. La colorazione è tutta una questione di genetica. Storicamente, le volpi argentate sono state tra le più apprezzate per la loro pelliccia. Il loro manto argento-nero è stato indossato dai nobili in Russia, Europa occidentale ed in Cina e le loro pellicce sono state considerate di qualità superiore anche a quelle di martora, di castoro e di lontra. Ma, mentre sono praticamente sconosciute in Gran Bretagna, ho letto che le volpi argentate compongono l’8% della popolazione di volpe rossa canadese.
Rimasi senza fiato al telefono quando il mio cliente mi ha detto di aver visto dal suo appartamento un maschio di volpe color nero alle prime ore del mattino sul lato opposto di una ripida valle. Era così entusiasta del suo avvistamento che era difficile non farsi prendere dai suoi racconti di “Black Fox”, questo il nome che gli ha dato. Poco dopo la nostra conversazione telefonica, il cliente è venuto nella mia galleria in Thixendale per mostrarmi la sua ripresa video. Era un bel personaggio. Arrivò con indosso un abito di tweed verde, cravatta e cappello a cilindro. (…) Il suo vero nome era Robert Burns, ma si presentò come ‘Black Fox Bob’, facendomi sorridere. Non vedevo l’ora di vedere il suo filmato e così siamo andati a casa e collegato la sua macchina fotografica al mio televisore widescreen. Appena il video partì, non riuscivo a credere a quello che stavo vedendo. Mi aspettavo che la volpe fosse stata ripresa al buio, ma questa volpe era nera come un labrador con appena un accenno di riflessi argentati lungo il corpo. Aveva una bella punta bianca alla coda, proprio come una volpe rossa. Era incredibile come la volpe argentata sembrasse rilassata, dato che c’era una strada trafficata a meno di 20 metri più in alto la riva scoscesa. Questo comportamento è molto diverso da quello delle volpi di campagna che vedo qui in Thixendale che, invece, sono molto prudenti.” (…)

La “provocazione” di Maurizio Bolognetti (Radicali Lucani)

 

“Tutti No-Triv? E allora, più trivelle per tutti”

Il conformismo anti-perforazioni petrolifere, soprattutto in Basilicata, stimola l’esponente radicale a riflessioni di cui tener conto.

 
 
 
 
Maurizio Bolognetti
“Sapete che c’è? Visto che Pittella e Lacorazza, folgorati sulla via di Damasco, hanno subito una trasfigurazione e si sono collocati sul fronte no-triv, per garantire un minimo di contraddittorio fonderò l’associazione “Più trivelle per tutti”, collegata a una sorta di telefono azzurro del petroliere. Con buona pace dei novelli referendari non riesco ad allontanare la sgradevole sensazione di un gigantesco gioco delle parti, messo in piedi per guadagnare tempo e ammutolire le voci di coloro che hanno provato a far riflettere su scelte miopi.

Un minuto dopo l’approvazione del cosiddetto Memoradum, avvertii che stavamo per incamminarci sulla strada che ci ha portato allo Sblocca Italia, attraverso i Decreti Liberalizzazioni e Sviluppo. Tutto inutile, nessun ascolto da parte dei referendari di oggi, che di volta in volta hanno inneggiato al Memorandum, si son vantati di aver vinto partite immaginarie, hanno addirittura anticipato i contenuti dello Sblocca Italia. Intanto, mentre Potenza discute e getta fumo negli occhi, Viggiano e la Val d’Agri, Corleto e l’Alta Valle del Sauro continuano a “bruciare” e si va avanti con la politica di un colpo al cerchio e uno alla botte.

W la revolucion delle mezze maniche e delle mezze calzette, delle V e VI linee, dei pozzi di reiniezione e dell’occupazione manu militari di una regione a sovranità limitata.

Sì, ho deciso! Si parte qualunquamente con l’associazione “Più trivelle per tutti” e contestualmente con il lancio di alcune proposte. Diciamo una sorta di decalogo:

– al posto del culto della Madonna di Viggiano, patrona della Basilicata, si istituisca con legge regionale il culto dei Santissimi Marcello e Piero Referendari, con annesso pellegrinaggio obbligatorio al Centro Olio Val d’Agri.

– la Regione Basilicata chieda l’iscrizione honoris causa ad Assomineraria;

– la Regione Basilicata cambi il suo stemma, sostituendo i quattro fiumi con i più appropriati “Falce, Barile e Trivella”;

– si costruisca un muro perimetrale attorno al Consiglio regionale e lo si faccia dipingere dal Presidente di Confindustria Michele Somma;

– al posto della statua di Verrastro, che probabilmente non ne può più di veder passare

tutti i giorni trasformisti e voltagabbana, si collochi il mezzobusto di Eugenio Cefis;

– sui principali monti lucani si facciano scolpire i profili di Pittella, Lacorazza, Romaniello, De Scalzi e Tabarelli in versione “barbudos”;

– si istituisca il premio regionale “Tecnoparco” e lo si assegni alla personalità lucana che nell’anno solare si è maggiormente distinta nell’assecondare gli interessi delle compagnie petrolifere;

– la Regione Basilicata chieda di essere annessa agli Emirati Arabi Uniti;

– nelle scuole lucane si introduca l’insegnamento della “Teologia della trivellazione”;

– si garantisca una fornitura a vita di cozze del Mar Piccolo al governatore pugliese Emiliano;

Per iscrizioni e info www.hastalatrivellasiempre.org

Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani”